Effetto placebo o nocebo: prima parte

Effetto placebo o nocebo: prima parte

Ogni azione che facciamo come pensare, provare emozioni, agire e interagire con gli altri, coinvolge il nostro cervello che è l’organo in cui risiedono la personalità,  il carattere, l’intelligenza e da lì parte ogni tipo di decisione che prendiamo.  Grazie alle migliaia di  risonanze magnetiche condotte negli ultimi vent’anni si è  potuto constatare che quando il nostro cervello lavora bene si è più sani e si sta bene, mentre quando è turbato, per qualsiasi motivo, si è più tristi, più deboli e quindi l’insorgenza di stati di malessere è molto probabile.

Ma allora quanto siamo condizionati dalla nostra mente, dal nostro pensare?

Ecco che in questo articolo il nostro naturopata, Paolo Biasi, ci introduce nel mondo della conoscenza delle possibilità che abbiamo a disposizione, per riprenderci in mano il nostro stato di benessere.

Effetto placebo e nocebo: cosa sono e qual è il loro ruolo nel benessere di una persona?

L’effetto placebo si ha quando la mente, grazie ad una suggestione positiva, porta un miglioramento alla salute. Ovvero quando una persona credendo (falsamente) di assumere una medicina si sente poi meglio. 

Il suo contrario è l’effetto nocebo  che si ha quando per esempio una malattia grave viene diagnosticata per errore, e poi ciò fa sorgere realmente una malattia in una persona sana. 

Tali effetti sottolineano l’importanza delle credenza e della capacità di guarigione del corpo-mente. Tuttavia l’effetto placebo è snobbato dalla medicina ufficiale che si concentra maggiormente su altri strumenti quali la chirurgia e la farmacopea. 

Ciò nonostante studi hanno mostrato che l’effetto placebo funziona anche nella cura di varie malattie, tra cui la depressione, l’asma e il Parkinson.

Quando la mente cambia, la biologia del corpo cambia.

Imparare ad usare la mente per crescere è il segreto della vita, segreto che in realtà conoscevano molti Maestri del passato.

Ma vediamo alcuni interessanti studi effettuati su questi effetti su cui c’è ancora molto da scoprire.

È la mente inconscia, e non le aspettative coscienti, a innescare l’effetto placebo!

Lo ha stabilito uno studio condotto presso il Massachusetts General Hospital e il Beth Israel Deaconess Medical Center della Harvard Medical School, ora pubblicato sui “Proceedings of the National Academy of Sciences”(1).

(1) Pain Studies Illuminate the Placebo Effect, Bridget M. Kuehn, JAMA 2005


In questo studio i ricercatori hanno condotto due esperimenti su 40 volontari sani dopo aver stabilito per ciascuno di essi una scala della sensibilità termica, sottoponendoli a stimoli di varia intensità. 

Nel primo esperimento hanno sottoposto i partecipanti a una lunga serie di test nei quali, somministravano uno stimolo termico mentre mostravano, su uno schermo, dei volti maschili che esprimevano due possibili stati di dolore: di bassa intensità o molto forte.
Dopo ogni test, ai volontari è stato chiesto di valutare la loro esperienza di dolore su una scala da 0 (nessun dolore) a 100 (il peggior dolore immaginabile), ma senza dire loro che in realtà gli stimoli termici erano tutti della stessa moderata intensità.

Come previsto, le valutazioni del dolore sono apparse correlate ai volti visualizzati, con un punteggio di 19 quando i soggetti avevano visto un volto poco turbato, e di 53 se il volto esprimeva un forte dolore (effetto nocebo).
Nel secondo esperimento, condotto sempre con la stessa intensità di dolore, i volti sono stati presentati per un tempo così breve che i soggetti non erano in grado di riconoscerli coscientemente. Tuttavia, malgrado la mancanza di indizi riconoscibili consapevolmente, i partecipanti hanno attribuito un punteggio medio del dolore di 25 in risposta alla faccia poco sofferente (effetto placebo) e di 44 in risposta al viso molto sofferente (risposta nocebo).
A influenzare i risultati, ha osservato Ted Kaptchuk, coautore dello studio, “non è ciò che i soggetti pensano che accadrà ma quello che anticipa la mente inconscia, qualunque siano i pensieri coscienti

Questo meccanismo è automatico, veloce e potente, e non dipende da giudizi o valutazioni deliberate”. 

Ma esiste un modo per sfruttare a nostro vantaggio l’effetto placebo ed eliminare/ridurre l’influenza negativa dell’effetto nocebo?

La risposta è “si”, segui il prossimo articolo su questo argomento e troverai le risposte.

Paolo Biasi

Naturopata, Riflessologo, Kinesiologo emozionale e Operatore olisticohttps://www.facebook.com/paolobiasinaturopata