L’ influenza del nostro ambiente

L’ influenza del nostro ambiente

Eccoci al consueto appuntamento con il nostro amico naturopata Paolo Biasi, che oggi ci parlerà di epigenetica, termine da me conosciuto anni fa attraverso la frequentazione di corsi di crescita personale e la lettura di testi di autori quali Bruce Lipton, Gregg Braden, dove viene trattato la tematica dell’influenza del pensiero sul nostro organismo, sulle cellule, addirittura sul nostro DNA.

Questi argomenti affascinanti aprono le porte ad una nuova consapevolezza e a nuove prospettive.

Buona lettura

«Ciò ch’è in basso è come ciò ch’è in alto,

e ciò ch’è in alto è come ciò ch’è in basso,

per fare i miracoli della cosa una.

E poiché tutte le realtà sono e provengono da una, per la mediazione di una,

così tutte le realtà sono nate da questa realtà unica mediante adattamento.»

Ermete Trismegisto

Come l’ambiente esterno può condizionarci?

L’epigenetica è la scienza che studia il rapporto tra noi (ovvero il nostro patrimonio genetico) e l’ambiente. Facciamo un passo indietro: la teorica genetica classifica pone il patrimonio genetico conservato nel DNA come fonte del nostro destino: essa ritiene che dato uno specifico DNA il flusso di informazioni sia unidirezionale e proceda in questo senso DNA=>RNA=>PROTEINE ritenendo quindi che il DNA in sostanza sia la sorgente che controlla i caratteri delle proteine (cosi detto primato del DNA). L’epigenetica invece dimostra che i modelli di DNA trasmessi attraverso i geni non sono fissati alla nascita (=i geni non sono il nostro destino). Le influenze dell’ambiente (stress, nutrimento, emozioni etc. possono modificare i geni senza modificarne la struttura di base. Tali modifiche possono essere trasmesse alle generazioni future.  Questa nuova scienza ci dice che l’informazione che controlla i processi biologici parte dai segnali ambientali che a loro volta controllano il legame tra le proteine regolatrici e il DNA, Le proteine regolatrici controllano l’attività dei geni permettendone o meno la lettura. IL flusso di informazioni è bidirezionale come segue: SEGNALE AMBIENTALE<=>PROTEINE REGOLATRICI<=>DNA<=>RNA<=>PROTEINE.

L’esempio che faccio di solito è quello di immaginare il DNA come una grande libreria con libri (=geni) su tutti i ripiani. Il 95% dei ripiani è chiuso con delle antine con serratura (= proteine regolatrici): significa che i libri al loro interno non possono essere presi per leggerne le istruzioni (=produrre le proteine). Solo circa il 5% dei ripiani è senza antina con i libri in vista: questi sono i geni che il nostro corpo utilizza per codificare le proteine.  L’informazione veramente importante è che le antine che chiudono i ripiani non sono fisse ma “si spostano” in base ai segnali ambientali che arrivano alla cellula. Ciò significa che alcuni geni che prima erano “attivi” possono essere “disattivati” e viceversa.

Quindi l’ambiente esterno a prescindere dal nostro DNA di base può modificarne la lettura ottenendo proteine diverse che a seconda dei casi possono sviluppare una situazione patologica oppure possono “spegnerla”.

Ma quindi noi non abbiamo nessun controllo sulle influenze ambientali esterne?

Manca ancora un passaggio. Il cervello umano è adibito al controllo delle cellule del corpo, con l’evoluzione del sistema limbico si è creato un particolare meccanismo che converte i segnali chimici della comunicazione in sensazioni che possono essere percepite da tutte le cellule del corpo. La nostra mente conscia sperimenta questi segnali come emozioni. Oltre che captare questi segnali la mente può a sua volta generare emozioni. La classificazioni di questi segnali e la loro decodifica avviene nel 90% dei casi ad opera del subconscio ovvero di quella parte del cervello che in modo automatico registra degli stimoli e ripropone delle risposte adattative (anche se non sono corrette o più utili). Una percezione accettata come verità dal subconscio diventa una credenza e cioè un filtro tramite il quale inconsciamente reagiamo ad uno stimolo. Facciamo un esempio: se la mattina quando mi alzo dal letto indosso gli occhiali da sole invece che quelli da vista aprendo le finestre potrei avere l’impressione che sia una giornata nuvolosa e che faccia freddo. La mia risposta sarà quella di mettere una maglia di lana e in tal caso non accorgendomi che fuori c’è il sole (perché gli occhiali mi fanno vedere una giornata brutta e apparentemente fredda) per assurdo comincerei a sudare, domandandomene il perché (non mi sono accorto che indosso un paio di occhiali da sole!).

Le tue convinzioni diventano i tuoi pensieri. I tuoi pensieri diventano le tue parole. Le tue parole diventano le tue azioni. Le tue azioni diventano le tue abitudini. Le tue abitudini diventano i tuoi valori. I tuoi valori diventano il tuo destino. Mahatma Gandhi

Presa consapevolezza di questo assunto si rivela di fondamentale importanza adottare una modalità di individuazione e modifica delle credenze (soprattutto quelle inconsapevoli) che provocano effetti non desiderati. La Kinesiologia Emozionale è una delle discipline (ce ne sono naturalmente altre) che permettono di riequilibrare le credenze limitanti/depotenzianti permettendo di modificare la risposta delle proteine regolatrici e offrendo nuove possibilità alla persona.

Paolo Biasi

Naturopata, Riflessologo, Kinesiologo emozionale e Operatore olisticohttps://www.facebook.com/paolobiasinaturopata