Riso: quello giusto è curativo

Riso: quello giusto è curativo

“Se vedi un affamato non dargli del riso: 

insegnagli a coltivarlo”.

Confucio

Il riso è un alimento da sempre associato oltre che al pieno recupero dello stato di salute, anche alla fortuna e alla prosperità,  non a caso si getta agli sposi come segno di buon augurio.

  • Un po’ di storia

Il riso è il cereale più tradizionale dell’Oriente, dove rispetto agli altri cereali è considerato come il più ricco di energia elettromagnetica condensata (ki), in quanto cresce nelle risaie, dove riceve il nutrimento dall’acqua, dalla terra, dall’aria oltre che dal sole.

È un alimento molto antico, le cui origini si perdono nella notte dei tempi, coltivato da quasi 5.000 anni e rappresenta l’alimento base per i tre quarti dell’umanità.

  • Che cos’è il riso?

Il riso, il cui nome scientifico è Oryza Sativa L., è una pianta  a ciclo autunnale che giunge a maturazione in un periodo che varia dai 5 ai 6 mesi. Nelle risaie verso marzo, dopo il riposo invernale, inizia l’aratura del terreno, per poi procedere alla concimazione per ridare alla terra gli elementi nutritivi necessari alla crescita delle piante. Ad aprile il terreno è pronto per la semina ed in autunno tra settembre ed ottobre avviene la raccolta.

È un vegetale molto particolare perché non contiene glutine, bensì è ricco di amido, che ne fa uno dei cereali più facilmente digeribili.

L’amido lo rende un alimento ricco di energia e altamente saziante, particolarmente il riso bianco in quanto tutte le vitamine e i sali minerali vengono un po’ persi nella raffinazione.

Se invece come consigliato all’interno di una alimentazione consapevole cominciamo a consumare prevalentemente qualità di riso integrale, andremo a beneficiare anche degli innumerevoli benefici contenuti in questi fantastici chicchi.

  • Le varietà principali

Solo in Italia si coltivano ben oltre un centinaio di tipologie diverse di riso, ed in base alla forma, alla dimensione, al colore e alle caratteristiche nutrizionali dei chicchi, viene classificato in quattro varietà fondamentali:

  • riso comune: caratterizzato da chicchi piccoli e tondi, come il riso Balilla, con un breve tempo di cottura (13-15 min.) e particolarmente adatto a minestre in brodo o di verdura;
  • riso semifino: con chicchi di media lunghezza, come riso Vialone Nano, necessita di un tempo di cottura leggermente maggiore rispetto al riso comune (14-16 min.), viene usato prevalentemente per antipasti, piatti unici freddi o caldi;
  • riso fine: ha dei chicchi semi affusolati, tra i più pregiati il riso di Sant Andrea, richiede un tempo di cottura che va dai 15 ai 20 minuti e viene usato in svariate ricette, sia come contorno, sia come base per minestre e minestroni;
  • riso superfine: ha chicchi grossi e allungati,come il riso Carnaroli, ha un tempo di cottura compreso tra i 16 e i 18 minuti ed è tra i più indicati per i risotti.
  • Scegliere il riso classico o integrale?

Ulteriore classificazione che più interessa coloro che sono attenti ad un’alimentazione consapevole che sia alla base del nostro benessere, è tra il riso classico e quello integrale e viene fatta in base al tipo di lavorazione che subisce il riso per eliminare tutti gli strati esterni del chicco.

  • il riso bianco, quello brillato è un riso raffinato, che ha subito diversi trattamenti per togliere la pellicina esterna del chicco e con essa tutte le componenti nutritive. È consigliato per curare la dissenteria grazie all’effetto astringente svolto dall’amido. Ovviamente il riso bianco è quello più povero dal punto di vista nutrizionale anche se è il più comune e semplice da cucinare.
  • Il riso integrale altro non è che il chicco non privato della sua pellicina esterna, è ricchissimo di vitamine, in particolare del gruppo B, di sali minerali quali il potassio, il manganese, il calcio ed  il ferro e di proteine. 

Ha un basso indice glicemico in quanto aiuta a regolare i livelli di zucchero nel sangue e a differenza del riso bianco, rilascia gli zuccheri molto lentamente evitando così i picchi glicemici.Inoltre regala un maggior senso di sazietà  perché ricco di fibre e di conseguenza è più indicato nelle diete dimagranti

Inoltre regala un maggior senso di sazietà  perché ricco di fibre e di conseguenza è più indicato nelle diete dimagranti.

Il suo germe contiene l’acido fitico che aiuta il corpo ad espellere le tossine.

Per la medicina cinese il riso integrale cotto a lungo diventa una vera medicina per le persone dalla costituzione debole o per il recupero dopo periodi di convalescenza.

Inoltre il riso venere, il riso nero e il riso rosso sono sempre degli integrali e grazie al loro colore contengono anche delle sostanze antiossidanti, le antocianine, che hanno delle caratteristiche positive per contrastare i radicali liberi.

  • Curiosità

Ancor oggi per molte popolazioni e paesi orientali, il riso è la vera misura del mondo, del tempo e dello spazio.

Nell’isola di Madagascar espressioni quali “il tempo che ci vuole a cuocere il riso” rappresentano circa mezz’ora e frasi simili vengono usate per indicare anche le distanze, ad esempio un’ora di cammino viene espressa con la frase “due volte il tempo per cuocere il riso”. Anche il trascorrere delle stagioni viene associato alla crescita della stelo del riso e ad esempio l’espressione “quando il riso è dorato” sta a significare che l’anno è quasi giunta al termine.

Anche le misure di volume e di peso fanno riferimento all’unità base che è un riso.

In passato il riso era anche usato come moneta di scambio ed innumerevoli sono le leggende che lo interessano.

  • Conclusioni

L’inserimento del riso integrale per me è stato un processo graduale e per tentativi. Dopo averne provato di diversi tipi, oggi acquisto solo l’integrale e quindi tranne che in presenza di patologie particolari al colon o per indicazioni mediche precise, il riso integrale è sempre da preferire.

Inoltre sapendo che il chicco rappresenta la vita, l’ideale sarebbe di metterlo in ammollo già dalla sera dopo averlo ben sciacquato.

Così facendo si riducono i tempi di cottura e per coloro che hanno necessità di avere un piatto veloce nella pausa di lavoro, consiglio di cucinarlo per 15/20 minuti al mattino mentre si fa colazione e lasciarlo coperto.

In questo modo a mezzogiorno il tempo di riscaldarlo, preparare la tavola e le verdure ed è praticamente pronto.

Nei prossimi articoli vi parlerò nello specifico dei diversi tipi di riso integrale.