Cibi acidi e basici: come impostare un regime alimentare giusto per il nostro PH

Cibi acidi e basici: come impostare un regime alimentare giusto per il nostro PH

Se mi seguite, leggete gli articoli ed ascoltate i miei consigli, probabilmente dipende anche dalla semplicità che ho scelto di usare nel presentare i prodotti e le proprietà di alimenti diversissimi e a volte anche sconosciuti.

Questa semplicità è per me molto importante: voglio che chiunque legga un’etichetta su una confezione alimentare possa interpretarla, che conosca più cibi possibile per sapere di avere sempre un’alternativa naturale!

Tutti questi miei consigli devono molto, comunque, alla chimica del corpo umano e al suo equilibrio. 

E oggi ho deciso di parlarvi proprio di questo, di come una sigla che tutte noi conosciamo, ‘ph’, sia importante per decidere cosa mangiare e cosa evitare.

Cosa indica il ph e a cosa serve

I nostri processi vitali sono fortemente influenzati a livello chimico dai cibi che mangiamo.

Un organismo in salute è composto da cellule e fluidi che mantengono un grado di acidità basso e stabile, e cioè un ph leggermente alcalino

Il corpo umano, infatti, è predisposto per mantenere sempre questo livello chimico leggermente alcalino (e cioè basico), prediligendo un range di ph che spazia da 7.1 a 7.5 (il valore teorico ottimale sarebbe compreso tra 7.39 e 7.41).

Cellule, tessuti, organi, sistemi e apparati funzionano al meglio proprio all’interno di questo range.

Spesso vedrete anche questa tabella indicativa, più facile da ricordare:

  • ph acido (inferiore al valore 7)
  • ph basico (superiore al valore 7)
  • ph neutro (corrispondente al valore 7)

Se il ph dei tessuti non viene tenuto sotto controllo rischia di vertere su valori acidi, segno che vi è un accumulo di tossine acide oppure una perdita di elementi basici (per esempio una perdita di calcio o sodio).

L’effetto sarà una risposta meno pronta o peggiore del nostro corpo, fino a portare a complicanze vere e proprie.

Cause ed effetti di un ph acido

Se i nostri tessuti rimangono ad un livello acido, i disturbi che ne possono seguire sono molti e, qualche volta, gravi, quali ad esempio:

  • obesità;
  • patologie cronico-degenerative;
  • minore efficienza del sistema immunitario;
  • invecchiamento cellulare.

Le cause dell’aumento del livello di acidità sono molte e, potremmo dire, “quotidiane”, ragione per cui essere attenti a ciò che mangiamo anche da questo punto di vista è fondamentale:

  • utilizzo di farmaci;
  • alimentazione ricca di alimenti acidificanti;
  • insufficiente assunzione di oligoelementi e vitamine;
  • inquinamento;
  • sedentarietà;
  • disfunzioni endocrine e metaboliche;
  • disfunzione degli organi emuntori;
  • situazioni di eccessivo stress.

Come deve essere impostata una corretta alimentazione per regolare il ph?

Eccoci arrivate al fulcro di questo articolo: cosa mangiare e cosa preferire per riportare in equilibrio il nostro ph corporeo?

  • Per prima cosa, assumiamo quotidianamente alimenti alcalini, che sono soprattutto di origine vegetale e ricchi di vitamine e sali minerali: verdure a foglia verde, oltre a cetrioli, cipolle, tuberi (carote, zucche,…) e radici.
  • Frutta, ma sempre se di stagione, ed in particolare frutti di bosco (mirtilli, lamponi, more,…), fragole, ciliegie, mele, pere, uva, anguria, prugne e fichi. Come pure, anche se ne consiglio un consumo più limitato, frutta esotica come papaya, avocado, e datteri.
  • Limone, che pur avendo un ph acido ed un inconfondibile sapore aspro, una volta assunto innesca una reazione chimica basica rivelandosi un potente alcalinizzante.
  • Frutta secca, specialmente noci, pistacchi e mandorle (mi raccomando, preferite sempre quella di origine italiana!), oltre che anacardi e noci brasiliane.
  • Cereali integrali, soprattutto il miglio, potentissimo alcalinizzante, la quinoa e l’amaranto.
  • Non dimentichiamoci del potere dei superfood: bacche di  aronia, kuzu, curcuma, zenzero, borragine e aloe, solo per fare qualche esempio.
  • Beviamo acqua ionizzata e, invece, evitiamo l’acqua in bottiglie con l’aggiunta di anidride carbonica.
  • Facciamo uso di bicarbonato di sodio e sale marino integrale (anche qui attenzione leggere  bene l’etichetta).
  • Introduciamo il miso nella nostra cucina, elemento principe della cucina macrobiotica, potentissimo alcalinizzante, ricchissimo di enzimi attivi che alcalinizzano il sangue, donando gusto ai nostri piatti.
  • Evitiamo assolutamente tutti i prodotti pronti molto processati (lasciamo da parte i prodotti con etichette con una lunga lista di ingredienti!).
  • Riduciamo il consumo di carne, in particolare quella rossa, mentre eliminiamo la carne in scatola e gli insaccati.
  • Cerchiamo di essere parsimoniosi sul caffè, soprattutto quello dei distributori automatici, e, se non possiamo farne a meno, sostituiamolo con il caffè verde.
  • Alcolici e bevande gassate andrebbero lasciati sugli scaffali e comunque consumati occasionalmente.
  • Evitiamo lo zucchero, i dolcificanti, i cibi ricchi in amido e poveri di fibre, i latticini e derivati, i crostacei ed i molluschi, che sono tutti cibi non adatti a una dieta che regoli il nostro ph.
  • Attenzione anche alla cottura dei vari alimenti, perché uno stesso cibo a seconda del tipo di cottura (grigliato piuttosto che fritto, in pentola a fiamma dolce piuttosto che ad alte temperature in forno) varia il pH stesso.
  • Come condimento alcalinizzante va benissimo il sidro di mele, il tamari o il soyu ed il limone.
  • Impariamo ad arricchire i nostri piatti con spezie, quali salvia, rosmarino, curcuma, basilico e semi, in particolare semi di cumino e di lino.

Cominciando a portare consapevolezza su questi piccoli accorgimenti: potrete cominciare a portare delle variazioni all’interno della vostra cucina, che come conseguenza vi doneranno subito un aumento dell’energia a disposizione e un senso di benessere generale!!