Yoga per i bambini: come riconosciamo i corsi seri e 5 esercizi da fare insieme

Yoga per i bambini: come riconosciamo i corsi seri e 5 esercizi da fare insieme

Come prima cosa bisogna perciò ricordare che lo Yoga per bambini non è mai una semplice riduzione degli esercizi che fanno gli adulti, ma una serie di tecniche pensate appositamente per i più piccoli.

Le sedute sono strutturate a seconda dell’età e si basano sui concetti di gioco e movimento sano. 

Vediamo allora insieme cosa non può mancare in un incontro di Yoga per bambini e, quindi, come riconoscere i centri che veramente ne hanno fatto una disciplina ricercata:

  • Durante l’incontro devono essere previste rielaborazioni degli esercizi come giochi in squadra o a coppie. 
  • La durata deve essere commisurata alle varie età: gli incontri possono durare dai 30 minuti ad un massimo di 90.
  • Si prevedono sempre esercizi di riscaldamento accompagnati da musiche rilassanti, che comprendono spesso anche movimenti di danza e canti.
  • Gli esercizi vengono spiegati anche grazie a racconti e storie dedicate a temi fondamentali come l’amicizia, il rispetto degli altri e dell’ambiente. Una tecnica molto usata è far inscenare ai bambini stessi, attraverso i movimenti su un piccolo palco, le storie narrate e rielaborate.
  • Durante il programma si possono avere incontri incentrati su attività diverse, come il disegno (spesso di mandala molto fantasiosi) e l’uso di materiali artistici.
  • I movimenti sono sempre insegnati come dolci, lenti e guidati, per mantenere in totale sicurezza i bambini. 
  • Il concetto di meditazione viene affrontato solo alla fine degli incontri, quando il bambino è più stanco e rilassato, e non viene mai imposto per troppo tempo.

La meditazione per bambini

È risaputo che una parte fondamentale della pratica è proprio la meditazione, senza la quale sarebbe inopportuno parlare di vero e proprio yoga. Lo stesso vale per gli incontri per i bambini, ma naturalmente in modi un pò diversi dai soliti previsti per gli adulti.

La meditazione, come si è già detto, dovrebbe sempre avvenire solo alla fine dell’incontro e non dovrebbe mai superare i 15 minuti per i bambini.

Imporre questa pausa senza alcuna spiegazione sarebbe però “pericoloso”, rischiando risate e scherzi nella classe: si seguono perciò diversi modi per tenere concentrati i bambini.

Un trucco molto usato è quello di inserire racconti durante l’incontro che narrino storie legate all’importanza del respiro e alla forza della concentrazione: in tal modo i bambini cercheranno di copiare i personaggi narrati per ricreare la storia.

Un metodo alternativo può essere quello di interessare il bambino conoscendo i suoi interessi: la concentrazione, per esempio, può diventare un alleato importantissimo per chi fa danza come sport o, perchè no, per chi deve tirare un rigore a calcio!

I benefici dello Yoga per i bambini

Praticare yoga fin da piccoli porta numerosi benefici alla mente e al fisico, sia con effetto immediato che più duraturo nel tempo.

I bambini hanno infatti bisogno di molto movimento, non solo per sfogare le energie ma anche per esplorare il proprio corpo e le proprie potenzialità. Le lunghe ore seduti a studiare o sui banchi di scuola possono essere ben compensati da una pratica Yoga che porta un equilibrio sano tra impegni, divertimento e relax.

Il fisico poi, in costruzione ed evoluzione, viene migliorato in elasticità e flessibilità, forza, coordinazione, equilibrio e consapevolezza. 

Vediamo allora insieme i benefici che classicamente vengono associati allo Yoga per i bambini:

  • rilassa la mente e migliora la concentrazione;
  • stimola l’equilibrio e l’elasticità dei tessuti e dei muscoli;
  • sviluppa la consapevolezza del respiro e del proprio corpo;
  • aiuta ad esprimere al meglio le emozioni e gli stati d’animo;
  • riduce ansia, stress e aggressività;
  • stimola le capacità di apprendimento.

5 esercizi da fare insieme ai nostri bambini 

  • La campana tibetana: si invitano i bambini a suonare una campana tibetana… semplice, no? “Però”, direte voi, “chissà che chiasso si creerà!”. Invece bisogna insegnare ai bambini come ogni cosa vada trattata con rispetto e con amore. Quando si suona la campana, infatti, lo si fa con “gentilezza”: prima ci inchiniamo, poi la colpiamo delicatamente, senza farla vibrare, e ascoltiamo in silenzio la sua “voce” fino alla fine. La salutiamo con un ultimo inchino e lasciamo provare il compagno successivo.
  • La pallina da ping-pong: questa tecnica serve soprattutto per iniziare a conoscere ed a controllare il respiro. Si dispongono i bambini stesi a pancia in giù a coppie, faccia a faccia, con le braccia aperte e le mani che si toccano. A questo punto, li si sfida a far “gol” all’altro bambino in una partita di calcio immaginaria, in cui la pallina si può muovere solo con il respiro. 
  • Il mare: tappiamo le orecchie con le dita ed espiriamo, prestando attenzione al suono del respiro. Facciamo allora notare ai bambini come assomigli alle onde del mare e li lasciamo, anche a occhi chiusi, a immaginarsi il panorama.
  • La scimmietta: se diciamo ai bambini che il pensiero può essere come una scimmietta, che salta, continua a correre e non si riesce a tener ferma, avremo già la loro attenzione. A questo punto raccontiamo che la scimmietta si è fermata a osservare attentamente l’andare su e giù delle pance dei bambini con il respiro. La loro attenzione allora seguirà lo sguardo della scimmietta.
  • La barchetta: fate insieme una barchetta di carta colorata. Posatela sulla pancia del bambino e raccontate come ogni respiro sia un’onda, e finchè ci sono onde la barchetta esplora isole lontane. Provate a fare questo gioco prima di farli dormire, vedrete che successo!
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