Ayurveda, una scienza tra tradizione e benessere

Ayurveda, una scienza tra tradizione e benessere

Oggi più che mai l’interesse per il benessere del corpo e della mente si sta diffondendo in tutto il mondo, ed in particolare in Occidente.

 Lo stress, la scarsa attenzione alle abitudini quotidiane e i problemi hanno provocato un distacco sempre più profondo tra ciò che è l’interiorità e il corpo.

Ecco perché anche moltissimi occidentali decidono di rivolgersi all’Ayurveda, magari però, non conoscendone le caratteristiche essenziali e la storia.

L’Ayurveda, infatti, affonda le sue radici nella cultura, nella religione e nella storia dell’India, ed è proprio nel subcontinente che sono nati i principi che, ancora oggi, vengono applicati in tutto il mondo.

Che cosa significa Ayurveda?

Come prima cosa bisognerà capire che cosa significhi il termine “Ayurveda”.

In molti casi lo si traduce come “scienza della vita”, ma in realtà, la parola è composta da due parti:

la radice “ayur” significa “durata della vita” e anche “longevità”, mentre la seconda parte, “veda” indica la conoscenza, la rivelazione della verità.

Perciò si potrebbe dire come l’ayurveda sia da intendersi come la “conoscenza della longevità”,  quindi come uno studio del corpo, della mente e della parte spirituale dell’essere umano al fine di renderlo più in salute, in equilibrio ed, ovviamente, più longevo.

L’origine e la storia dell’Ayurveda

Definire in modo specifico il momento nel quale l’Ayurveda sia nata diventa difficile, anche perché si dovrebbero prendere in considerazione epoche nelle quali la trasmissione dei dati e delle conoscenze avveniva in modo orale e frammentato.

Tuttavia, l’origine di questa scienza si fa risalire all’epoca vedica, che si colloca intorno al 5000 a.C., grazie al ritrovamento di alcuni importanti testi che hanno costituito poi le fondamenta della scienza stessa. Si tratta dei quattro Veda: Rig, Yajur, Atharva e Sama. In essi si trovano indicazioni in merito alla costituzione dell’essere umano ed a quelli che potevano essere metodi curativi e di prevenzione.

Oggi, l’Ayurveda si studia anche grazie a testi quali la Charaka Samhita e la Sushruta Samita, che sono stati redatti, almeno secondo le ultime indicazioni, intorno al settimo secolo a.C.

Proprio al loro interno si trovano le  indicazioni fondamentali circa il benessere del corpo e quelli che sono i miti storici che avrebbero portato alla creazione dell’ayurveda.

Infatti l’Ayurveda per gli indiani avrebbe origine divina e sarebbe stata tramandata, nell’area dell’Himalaya, direttamente da un dio, Indra, che viene anche chiamato Signore degli Dei.

Qui, prima Bharadvaja, uno dei saggi che per primi scoprirono l’ayurveda, e poi i suoi discepoli, impararono come curare il corpo e ristabilire l’equilibrio.

Le applicazioni dell’Ayurveda

Per l’Ayurveda l’elemento essenziale non è la cura delle malattie, ma il fatto di ristabilire l’equilibrio in ciascun individuo. Infatti, ogni persona è formata da tre Dosha, che spesso vengono indicati come costituenti fondamentali: nel momento in cui uno di questi tre si trova in una situazione di predominanza o di squilibrio, porta il corpo a sviluppare malattie di ogni genere.

Obiettivo dell’Ayurveda è quello di riportare in armonia corpo, mente e spirito.

Ciò viene fatto mediante l’uso di erbe, tecniche di respirazione e trattamenti, come il classico trattamento Abhyanga, chiamato, convenzionalmente, massaggio Ayurvedico.

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