L’importanza della comunicazione verso i bambini

L’importanza della comunicazione verso i bambini

Comunicare con i bambini è un’esperienza che non andrebbe mai sottovalutata e presa alla leggera: nella minore età il cervello umano è incredibilmente più ricettivo e mediamente i suoi percorsi neurali vengono costruiti fino aI 14 anni, età nella quale si inizia ad interpretare il mondo in modo ‘indipendente’, ma sempre utilizzando ciò che si è appreso negli anni precedenti. Ognuno di noi sa quanto sia importante comunicare con i nostri bambini, dosando le parole e gli stati d’animo e non dimentichiamo che investire più tempo ed attenzione vuol dire costruire una persona migliore per il futuro e anche, perché no, fare imparare a noi stessi cose nuove.

LA COMUNICAZIONE BIDIREZIONATA

Comunicare con i bambini non vuol dire porsi forzatamente al di sopra di loro, come fossimo solo educatori, maestri, o giudici delle loro domande. Quando un bimbo chiede conferma di un pensiero, di un dubbio o di qualcosa che ha visto, le nostre risposte non dovrebbero mai essere sterili, di semplice affermazione o diniego. Alle domande, allora, non rispondiamo mai con secco “sì”, “no”, “hai ragione”, “è sbagliato”, perchè questo vorrebbe dire semplicemente creare in lui un forte senso di insicurezza e un bisogno costante di conferma da parte degli altri. Le difficoltà comunicative generano in lui confusione, facendolo sentire responsabile di quel disagio e aumentando i suoi sensi di colpa. Piuttosto, poniamoci anche noi degli interrogativi e cerchiamo di fargli capire tutti i pensieri che hanno portato ad una risposta affermativa o negativa. In tal modo lo rendiamo partecipe della comunicazione, così che in lui nascano altre risposte ed impari a ragionare in maniera più autonoma.

NON ECCEDERE CON I “NON…”

Quando parliamo ai nostri bambini, in particolare quando cerchiamo di convincerli a fare qualcosa, evitiamo il più possibile le frasi al negativo. Quello che dobbiamo passare ai nostri figli non è il divieto di compiere qualcosa ma l’invito a fare altrimenti. Molto banalmente, al posto di dire “non mangiare le caramelle“, è preferibile “mangia un frutto“. In questo modo il bambino imparerà ad agire indipendentemente, a portare avanti delle scelte individuali e non semplicemente a guardare quello che gli altri gli impediranno di fare, scegliendo solo ciò che rimane. Eccedere con le frasi che iniziano con “non…”  vuole dire creargli una serie di paletti che lo limitano, non offrendo la possibilità di individuare un percorso di crescita personale e propositivo.

EVITIAMO DI MANIPOLARE I BAMBINI

Spesso, soprattutto quando non rimane nient’altro da dire, si cerca di convincere i bambini con frasi tipo “se fai questo, mamma e papà saranno felici!“, oppure “…questo è sbagliato perché fa rimanere male la nonna“, ecc. Sono tutte frasi che spesso interpretiamo come leve per sviluppare l’attaccamento del bambino agli affetti familiari ma, in verità, non stiamo facendo altro che manipolarlo. Come primo risultato negativo, questo comportamento gli insegnerà la manipolazione delle persone, comportamento che sicuramente nessuno coscientemente vorrebbe trasmettere. In secondo luogo, il bambino imparerà a prendere decisioni per accontentare l’interlocutore e non in conseguenza ad un ragionamento logico e corretto. Nel nostro esempio, compiere una certa azione per non “far restare male la nonna”, non lo porterà a capire l’importanza di ciò che è chiamato a fare, ma solo a cercare di compiacere proprio la nonna.

PAROLE DIFFICILI ANCHE PER I PIÚ PICCOLI

Non sottovalutiamo mai i nostri bambini: a ben ricordare, anche noi quando eravamo piccoli non avevamo gran simpatia per chi ci trattava da bambini, ma prendevamo sul serio chi ci considerava capaci di ragionare alla pari.. Per questo motivo non dobbiamo avere paura ad usare anche parole difficili davanti ai nostri figli e, quando questo succede, se non le conoscono possono avere la voglia di sapere cosa significhino e, quindi, prendiamo  l’occasione per arricchire il loro vocabolario; se invece vediamo che hanno timore o disagio nel chiedere il significato, dobbiamo essere noi a domandare se conoscono il senso di quella parola, creando così un’ulteriore occasione di crescita e arricchimento personale.

IMPARIAMO ANCHE NOI

Chiunque può insegnarci qualcosa, perciò ascoltiamo bene i nostri figli quando parlano e non temiamo di ammettere davanti a loro che hanno detto una cosa che noi non avevamo pensato o che non abbiamo capito. Quando il bimbo intuisce che anche lui può offrire a noi qualcosa, sarà il primo a cercare il discorso, sarà il primo ad aprirsi nella speranza di arricchire i suoi genitori. Questo farà in modo che in lui nasca il desiderio di passare le proprie conoscenze ad altri e così si formi un nuovo adulto.

 

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